Quando pensiamo a una postazione di lavoro sana, probabilmente immaginiamo per prima cosa una buona sedia!
Poi vengono scrivania, monitor, tastiera.
La finestra difficilmente entra nell’elenco…
Eppure c’è un elemento della postazione che utilizziamo letteralmente per tutta la giornata senza quasi accorgercene:
la luce!
Non serve trasformare la scrivania in un laboratorio di illuminotecnica.
Ma vale la pena capire perché lavorare otto ore in una stanza poco illuminata, davanti a uno schermo molto più luminoso di ciò che abbiamo intorno, non equivale a lavorare in un ambiente ben illuminato.
La luce non serve soltanto per vedere la tastiera
La prima funzione è evidente.
Dobbiamo vedere bene!
EU-OSHA indica tra i requisiti di una corretta illuminazione del luogo di lavoro una quantità di luce adeguata al compito, assenza di abbagliamento e riflessi e differenze di luminosità non eccessive nell’ambiente. Differenze marcate tra display e spazio circostante possono infatti contribuire all’affaticamento visivo.
Ma c’è un secondo livello.
La luce è anche uno dei segnali ambientali attraverso cui il nostro organismo regola il ritmo circadiano.
NIOSH ricorda che una luce più intensa favorisce lo stato di allerta e che, durante il giorno, la luce solare rappresenta normalmente la fonte luminosa più intensa a nostra disposizione.
Questo non significa che “stare vicino alla finestra fa dormire meglio” in modo automatico.
La ricerca è più interessante e più complessa.
Uno studio sperimentale su lavoratori d’ufficio ha osservato che condizioni di illuminazione diurna ottimizzate modificavano alcuni indicatori della fase circadiana; gli autori parlano di un potenziale beneficio, non di una soluzione universale.
Ed è proprio questa la distinzione che interessa a Lavorare Sano.
Non cercare una promessa.
Cercare un ambiente migliore!
Il problema della stanza buia con il monitor acceso
È una situazione molto comune nel lavoro da casa.
Fuori magari è una giornata grigia.
La stanza rimane poco illuminata.
Accendiamo il computer e continuiamo a lavorare.
Lo schermo diventa così una delle superfici più luminose nel nostro campo visivo.
EU-OSHA raccomanda invece di evitare forti contrasti luminosi nell’home office e suggerisce di prevenire riflessi e abbagliamento sul monitor. Per una postazione domestica indica inoltre come preferibile un’illuminazione adeguata, citando almeno 500 lux nel contesto descritto.
Non significa che dobbiamo comprare immediatamente un luxmetro.
Possiamo iniziare guardandoci intorno!
Se lo schermo sembra una lampada dentro una stanza buia, probabilmente qualcosa può essere migliorato.
Dove mettere la scrivania rispetto alla finestra?
Qui arriva una delle modifiche più semplici.
Mettere il monitor direttamente davanti alla finestra può creare un forte contrasto.
Mettere la finestra esattamente alle nostre spalle può invece produrre riflessi sullo schermo.
Per il telelavoro EU-OSHA suggerisce una posizione trasversale rispetto alla finestra, utilizzando tende o schermature quando necessario.
In pratica:
finestra lateralmente alla postazione → spesso buona soluzione
finestra dietro il monitor → attenzione al contrasto
finestra alle nostre spalle → attenzione ai riflessi
Naturalmente ogni stanza è diversa!
L’obiettivo non è rispettare una geometria perfetta, ma evitare di costringere continuamente gli occhi ad adattarsi tra zone molto chiare e molto scure.
In autunno il problema diventa più evidente
Ed è proprio adesso, entrando in ottobre, che vale la pena farci caso.
Le giornate si accorciano.
La luce cambia più velocemente durante l’orario di lavoro.
Una postazione che in estate funzionava perfettamente alle 17 può diventare molto diversa in autunno e inverno.
Per questo non ragionerei in termini di “lampada giusta”, ma di combinazione:
luce naturale quando disponibile, illuminazione generale della stanza e, se necessaria, una fonte luminosa dedicata alla zona di lavoro.
Una prova da fare lunedì mattina
Prima di comprare qualsiasi cosa, farei un piccolo esperimento.
Quando inizi a lavorare:
- guarda da dove arriva la luce naturale;
- controlla se sul monitor compaiono riflessi;
- osserva quanto è luminoso lo schermo rispetto alla stanza;
- prova a spostare leggermente monitor o scrivania;
- durante la giornata nota come cambia la situazione.
Cinque minuti.
Potresti scoprire che il miglioramento più utile della tua postazione non richiede acquistare nulla.
Magari basta ruotare una scrivania.
Aprire una tenda.
Accendere una lampada prima.
Oppure approfittare della pausa per uscire qualche minuto alla luce del giorno!
Una postazione sana non è fatta soltanto di oggetti
È forse la cosa che stiamo imparando meglio parlando di benessere al lavoro.
Possiamo comprare una sedia ergonomica.
Un supporto per il notebook.
Una standing desk.
Ma il benessere della giornata dipende anche da elementi molto meno appariscenti:
luce, rumore, temperatura, movimento, pause, ritmi.
La postazione migliore non è necessariamente quella che contiene più prodotti.
È quella che si adatta meglio alla persona che deve passarci dentro molte ore della propria vita.
E prima di aggiungere qualcosa alla scrivania, ogni tanto vale la pena guardare ciò che abbiamo intorno.
A cominciare dalla finestra!

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